San Prospero

Picciafuoco: non so nulla, perdete tempo

"Non so niente, perdete tempo, sono cinquant'anni che mi fate le stesse domande, se dovete arrestarmi fatelo". Nervoso, irascibile, agitato: è apparso così Sergio Piacciafuoco nella testimonianza davanti alla Corte d'Assise, che sta processando l'ex Nar Gilberto Cavallini per concorso nella strage del 2 agosto 1980. Criminale comune, ritenuto all'epoca vicino all'estrema destra (anche se lui ha sempre negato), Picciafuoco fu condannato all'ergastolo nel 1988, come uno degli esecutori materiali dell'attentato, ma poi venne assolto in Appello e in via definitiva dalla Cassazione. Il teste, che il 2 agosto era in stazione a Bologna ("dovevo prendere un treno diretto per Milano, dove andavo a cercare dei nuovi documenti falsi") e rimase ferito, ha detto di aver visto Fioravanti e Mambro solo dopo l'attentato, in carcere o in Tribunale. Cavallini, invece, "non l'ho mai conosciuto, ma l'ho sentito parlare una volta, senza vederlo, mentre ero in isolamento". Tanti i "non ricordo" con cui ha risposto.

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